NEOBOROCILLINA INFIAMMAZIONE E DOLORE*12BUST

NeoBorocillina

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DENOMINAZIONE:
NEO BOROCILLINA INFIAMMAZIONE E DOLORE 400 MG GRANULATO PER SOLUZIONE ORALE

CATEGORIA FARMACOTERAPEUTICA:
Antinfiammatori ed antireumatici non steroidei, derivati dell'acido pr opionico.

PRINCIPI ATTIVI:
Ogni bustina da 400 mg contiene: ibuprofene sale sodico diidrato 512 m g (corrispondenti a 400 mg di Ibuprofene).

ECCIPIENTI:
Ogni bustina da 400 mg contiene: saccarosio, potassio bicarbonato, aro ma menta, acesulfame potassico, aspartame (E951).

INDICAZIONI:
Dolori di varia origine e natura (mal di gola in corso di faringite, f aringo-tonsillite e post tonsillectomia, mal di testa, mal di denti, n evralgie, dolori osteo-articolari e muscolari, dolori mestruali).
Coad iuvante nel trattamento sintomatico degli stati febbrili e influenzali .
Questo farmaco e' indicato negli adulti e nei ragazzi oltre i 12 ann i.

CONTROINDICAZIONI/EFF.SECONDAR:
Non somministrare nei bambini di eta' inferiore ai 12 anni.
Terzo trim estre di gravidanza ed allattamento.
Ipersensibilita' al principio att ivo (ibuprofene), all'acido acetilsalicilico, ad altri analgesici, ant ipiretici, antifiammatori non steroidei (FANS) o ad uno qualsiasi degl i eccipienti.
Pazienti che hanno manifestato broncospasmo, asma, rinit i od orticaria conseguenti all'impiego di acido acetilsalicilico o di altri farmaci antinfiammatori non steroidei.
Ulcera gastroduodenale at tiva o grave o altre gastropatie.
Storia di emorragia gastrointestinal e o perforazione relativa a precedenti trattamenti attivi o storia di emorragia/ulcera peptica ricorrente (due o piu' episodi distinti di di mostrata ulcerazione o sanguinamento).
Insufficienza epatica o renale grave.
Insufficienza cardiaca severa (IV classe NYHA).
Le bustine di g ranulato per soluzione orale contengono aspartame; sono pertanto contr oindicate in soggetti affetti da fenilchetonuria.
Severa disidratazion e (causata da vomito, diarrea o insufficiente apporto di liquidi).

POSOLOGIA:
Adulti e adolescenti (dai 12 anni di eta'): 1 bustina 2-3 volte al gio rno.
Non superare la dose di 1200 mg (3 bustine) al giorno.
In adolesc enti (di eta' compresa >= 12 anni ai < 18 anni): nel caso l'uso del me dicinale sia necessario per piu' di 3 giorni negli adolescenti, o nel caso di peggioramento della sintomatologia deve essere consultato il m edico.
Non superare le dosi consigliate; in particolare i pazienti anz iani dovrebbero attenersi ai dosaggi minimi sopraindicati.
Insufficien za renale: nei pazienti con lieve o moderata riduzione della funzione renale, il dosaggio deve essere mantenuto il piu' basso possibile per la piu' breve durata necessaria a controllare i sintomi e la funzione renale deve essere monitorata.
Insufficienza epatica: nei pazienti con lieve o moderata riduzione della funzionalita' epatica, il dosaggio d eve essere mantenuto il piu' basso possibile per la piu' breve durata necessaria a controllare i sintomi e la funzione epatica deve essere m onitorata.
Questo medicinale e' controindicato nei pazienti con grave insufficienza epatica.
Gli effetti indesiderati possono essere minimiz zati con l'uso della dose minima efficace per la durata di trattamento piu' breve possibile necessaria per controllare i sintomi.
Popolazion e pediatrica.
Questo medicinale e' controindicato nei bambini di eta' inferiore a 12 anni.
Modo di somministrazione: assumere il prodotto a stomaco pieno.
Sciogliere il contenuto della bustina in un bicchiere d 'acqua mescolando con un cucchiaino fino a dissoluzione e bere immedia tamente la soluzione.

CONSERVAZIONE:
Questo medicinale non richiede alcuna condizione particolare di conser vazione.

AVVERTENZE:
In pazienti asmatici l'ibuprofene deve essere utilizzato con cautela, dopo aver consultato il medico.
L'uso di questo medicinale, come di qu alsiasi farmaco inibitore della sintesi delle prostaglandine e della c icloossigenasi e' sconsigliato nelle donne che intendano iniziare una gravidanza.
La somministrazione di questo farmaco dovrebbe essere sosp esa nelle donne che hanno problemi di fertilita' o che sono sottoposte a indagini sulla fertilita'.
Gli effetti indesiderati possono essere minimizzati con l'uso della piu' bassa dose efficace per la piu' breve durata possibile di trattamento che occorre per controllare i sintomi .
Anziani: i pazienti anziani hanno un aumento della frequenza di reaz ioni avverse ai FANS, specialmente emorragie e perforazioni gastrointe stinali, che possono essere fatali.
Effetti cardiovascolari e cerebrov ascolari: studi clinici suggeriscono che l'uso di ibuprofene, specialm ente ad alte dosi (2400 mg/die), puo' essere associato ad un modesto a umento del rischio di eventi trombotici arteriosi (es.
infarto del mio cardio o ictus).
In generale, gli studi epidemiologici non suggeriscon o che basse dosi di ibuprofene (es.
<= 1200 mg/die) siano associate ad un aumento del rischio di eventi trombotici arteriosi.
I pazienti con ipertensione non controllata, insufficienza cardiaca congestizia (IIIII classe NYHA), cardiopatia ischemica accertata, malattia arteriosa periferica e/o malattia cerebrovascolare devono essere trattati con ib uprofene soltanto dopo attenta considerazione e si devono evitare dosi elevate (2400 mg/die).
Attenta considerazione deve essere esercitata anche prima di avviare al trattamento a lungo termine i pazienti con f attori di rischio per eventi cardiovascolari (es.
ipertensione, iperli pidemia, diabete mellito, abitudine al fumo di sigaretta), soprattutto se sono necessarie dosi elevate (2400 mg/die) di ibuprofene.
Cautela e' richiesta prima di iniziare il trattamento nei pazienti con anamnes i positiva per ipertensione e/o insufficienza cardiaca poiche' in asso ciazione al trattamento con i FANS sono stati riscontrati ritenzione d i liquidi, ipertensione ed edema.
I FANS possono ridurre l'effetto dei diuretici e di altri farmaci antiipertensivi.
Emorragia gastrointesti nale, ulcerazione e perforazione: L'uso di questo medicinale deve esse re evitato in concomitanza di FANS, inclusi gli inibitori selettivi de lla COX-2 a causa di un incremento del rischio di ulcerazione o sangui namento.
Durante il trattamento con tutti i FANS, in qualsiasi momento , con o senza sintomi di preavviso o precedente storia di gravi eventi gastrointestinali, sono state riportate emorragia gastrointestinale, ulcerazione e perforazione, che possono essere fatali.
Negli anziani e in pazienti con storia di ulcera, soprattutto se complicata da emorra gia o perforazione, il rischio di emorragia gastrointestinale, ulceraz ione o perforazione e' piu' alto con dosi aumentate di FANS.
Questi pa zienti devono iniziare il trattamento con la piu' bassa dose disponibi le.
L'uso concomitante di agenti protettori (misoprostolo o inibitori di pompa protonica) deve essere considerato per questi pazienti e anch e per pazienti che assumono basse dosi di acido acetilsalicilico o alt ri farmaci che possono aumentare il rischio di eventi gastrointestinal i.
Pazienti con storia di tossicita' gastrointestinale, in particolare anziani, devono riferire qualsiasi sintomo gastrointestinale inusuale (soprattutto emorragia gastrointestinale) in particolare nelle fasi i niziali del trattamento.
Controllare attentamente i pazienti che assum ono farmaci concomitanti che potrebbero aumentare il rischio di ulcera zione o emorragia, come corticosteroidi orali, anticoagulanti come war farin, inibitori selettivi del reuptake della serotonina o agenti anti aggreganti come l'acido acetilsalicilico.
Quando si verifica emorragia o ulcerazione gastrointestinale in pazienti che assumono questo medic inale il trattamento deve essere sospeso.
I FANS devono essere sommini strati con cautela nei pazienti con una storia di malattia gastrointes tinale (colite ulcerosa, morbo di Crohn) poiche' tali condizioni posso no essere esacerbate.
Effetti renali.
Quando si inizia un trattamento con ibuprofene deve essere prestata cautela ai pazienti con una disidr atazione considerevole.
Ibuprofene puo' causare ritenzione idrica e di sodio, potassio in pazienti che non hanno mai sofferto di disturbi re nali a causa dei suoi effetti sulla perfusione renale.
Cio' puo' causa re edema o insufficienza cardiaca o ipertensione in pazienti predispos ti.
L'utilizzo a lungo termine di ibuprofene, come con altri FANS, ha portato a necrosi papillare renale ed altre alterazioni patologiche re nali.
In generale, l'uso abituale di analgesici, soprattutto delle ass ociazioni di diversi principi attivi analgesici, puo' portare a lesion i renali permanenti, con rischio di insorgenza di insufficienza renale (nefropatia da analgesici).
E' stata riscontrata tossicita' renale in pazienti nei quali le prostaglandine renali hanno un ruolo compensato rio nel mantenimento della perfusione renale.
La somministrazione di F ANS in questi pazienti puo' comportare una riduzione dose-dipendente n ella formazione delle prostaglandine e, come effetto secondario, del f lusso sanguigno renale che puo' condurre velocemente a scompenso renal e.
I pazienti piu' a rischio di queste reazioni sono quelli con funzio nalita' renale ridotta, scompenso cardiaco, disfunzioni epatiche, anzi ani e tutti quei pazienti che prendono diuretici e ACE inibitori.
La s ospensione della terapia con FANS solitamente viene seguita dal recupe ro dello stato di pretrattamento.
Negli adolescenti disidratati esiste il rischio di alterazione della funzionalita' renale.
In caso di impi ego prolungato sorvegliare la funzionalita' renale particolarmente in caso di lupus eritematoso diffuso.
Reazioni cutanee severe.
Sono state segnalate raramente reazioni cutanee gravi, alcune delle quali fatali , tra cui dermatite esfoliativa, sindrome di Stevens-Johnson e necroli si epidermica tossica in associazione all'uso di FANS.
I pazienti semb rano essere a piu' alto rischio nelle prime fasi della terapia: l'inso rgenza della reazione si verifica nella maggior parte dei casi entro i l primo mese di trattamento.
E' stata segnalata pustolosi esantematica acuta generalizzata (AGEP) in relazione a medicinali contenenti ibupr ofene.
Ibuprofene deve essere sospeso alla prima comparsa di segni e s intomi di reazioni cutanee severe, come eruzione cutanea, lesioni dell a mucosa o qualsiasi altro segno di ipersensibilita' nonche' se si man ifestano disturbi visivi o segni persistenti di disfunzione epatica.
D isturbi respiratori.

INTERAZIONI:
E' consigliabile ricorrere al consiglio del medico in caso di qualunqu e concomitante terapia prima della somministrazione del prodotto.
L'ib uprofene (come altri FANS) deve essere assunto con cautela in combinaz ione con le sostanze elencate di seguito.
Corticosteroidi: aumento del rischio di ulcerazione o emorragia gastrointestinale.
Anticoagulanti: i FANS possono aumentare gli effetti degli anticoagulanti, come il wa rfarin o l'eparina.
In caso di trattamento concomitante, si raccomanda il monitoraggio dello stato della coagulazione.
Acido acetilsalicilic o: la somministrazione concomitante di ibuprofene e acido acetilsalici lico non e' generalmente raccomandata a causa del potenziale aumento d i effetti indesiderati.
Dati sperimentali suggeriscono che l'ibuprofen e puo' inibire competitivamente l'effetto dell'acido acetilsalicilico a basse dosi sull'aggregazione piastrinica quando i due farmaci vengon o somministrati contemporaneamente.
Sebbene vi siano incertezze riguar danti l'estrapolazione di questi dati alla situazione clinica, non si puo' escludere la possibilita' che l'uso regolare, a lungo termine di ibuprofene possa ridurre l'effetto cardioprotettivo dell'acido acetils alicilico a basse dosi.
Nessun effetto clinico rilevante e' considerat o probabile in seguito a un uso occasionale di ibuprofene.
Inibitori d ella cicloossigenasi-2 (COX-2) e altri FANS: queste sostanze possono f ar aumentare il rischio di reazioni avverse a carico del tratto gastro intestinale.
E' comunque opportuno non associare ibuprofene con acido acetilsalicilico o altri FANS, inclusi gli inibitori selettivi della C OX-2, per potenziale effetto additivo.
Agenti antiaggreganti e inibito ri selettivi del reuptake della serotonina (SSRIs): aumento del rischi o di emorragia gastrointestinale.
Diuretici, ACE inibitori (come capto pril), beta bloccanti e antagonisti dell'angiotensina II: i FANS posso no ridurre l'effetto dei diuretici e di altri farmaci antiipertensivi.
I diuretici possono anche aumentare il rischio di nefrotossicita' ass ociata ai FANS.
In alcuni pazienti con funzione renale compromessa (pe r esempio pazienti disidratati o pazienti anziani con funzione renale compromessa) la co-somministrazione di un ACE inibitore o di un antago nista dell'angiotensina II e di agenti che inibiscono il sistema della ciclo-ossigenasi puo' portare a un ulteriore deterioramento della fun zione renale, che comprende una possibile insufficienza renale acuta, generalmente reversibile.
Queste interazioni devono essere considerate in pazienti che assumono questo medicinale in concomitanza con ACE in ibitori o antagonisti dell'angiotensina II.
Quindi, la combinazione de ve essere somministrata con cautela, specialmente nei pazienti anziani .
I pazienti devono essere adeguatamente idratati e deve essere preso in considerazione il monitoraggio della funzione renale dopo l'inizio della terapia concomitante e nei periodi successivi.
Fenitoina e litio : la somministrazione concomitante di ibuprofene e fenitoina o prepara zioni di litio puo' determinare una ridotta eliminazione di questi med icinali con conseguente aumento dei loro livelli plasmatici e possibil ita' di raggiungimento della soglia tossica.
Qualora tale associazione sia ritenuta necessaria, si raccomanda il monitoraggio dei livelli pl asmatici di fenitoina e litio allo scopo di adattare la posologia adeg uata durante il trattamento contemporaneo con ibuprofene.
Metotrexato: i FANS possono inibire la secrezione tubulare del metotrexato e alcun e interazioni metaboliche possono verificarsi con conseguente riduzion e della clearance del metotrexato e aumento del rischio di tossicita'.
Moclobemide: aumenta l'effetto di ibuprofene.
Aminoglicosidi: i FANS possono diminuire l'escrezione degli aminoglicosidi aumentandone la to ssicita'.
Glicosidi cardiaci: i FANS possono esacerbare lo scompenso c ardiaco, ridurre il tasso della filtrazione glomerulare e aumentare i livelli plasmatici dei glicosidi cardiaci.
Si raccomanda il monitoragg io dei livelli di glicosidi sierici.
Colestiramina: la concomitante so mministrazione di ibuprofene e colestiramina puo' ridurre l'assorbimen to dell'ibuprofene a livello del tratto gastrointestinale.
Comunque la rilevanza clinica di tale interazione non e' nota.
Ciclosporine: la s omministrazione concomitante di ciclosporina e di alcuni FANS causa un aumentato rischio di danno renale.
Questo effetto non puo' essere esc luso per la combinazione di ciclosporina e ibuprofene.
Estratti vegeta li: il Ginkgo Biloba puo' aumentare il rischio di sanguinamento se ass unto in associazione a FANS.
Mifepristone: a causa delle proprieta' an ti-prostaglandiniche dei FANS, il loro utilizzo dopo la somministrazio ne di mifepristone puo' determinare una riduzione dell'effetto del mif epristone.
L'evidenza limitata suggerisce che la co-somministrazione d i FANS e prostaglandine nello stesso giorno non influenza negativament e gli effetti del mifepristone o della prostaglandina sulla maturazion e cervicale o sulla contrattilita' uterina e non riduce l'efficacia cl inica del medicinale sull'interruzione di gravidanza.
Antibiotici chin olonici: i pazienti che assumono FANS e chinoloni possono avere un aum entato rischio di sviluppare convulsioni.
Sulfaniluree: i FANS possono aumentare l'effetto ipoglicemico delle sulfaniluree.
Nel caso di trat tamento simultaneo, si raccomanda il monitoraggio dei livelli di gluco sio nel sangue.
Tacrolimus: la co-somministrazione di FANS e tacrolimu s puo' determinare un aumento del rischio di nefrotossicita'.
Zidovudi na: ci sono evidenze di un aumentato rischio di emartrosi e di ematoma in pazienti emofiliaci HIV positivi in contemporaneo trattamento con Zidovudina ed altri FANS.
Si raccomanda un esame ematologico 1-2 setti mane dopo l'inizio del trattamento.
Ritonavir: puo' determinare un aum ento delle concentrazioni plasmatiche dei FANS.
Probenecid: rallenta l 'escrezione di ibuprofene, con possibile aumento delle concentrazioni plasmatiche di ibuprofene.
Inibitori del CYP2C9: la somministrazione c oncomitante di ibuprofene e inibitori del CYP2C9 puo' rallentare l'eli minazione dell'ibuprofene (substrato del CYP2C9) determinando un aumen to dell'esposizione all'ibuprofene.
In uno studio con voriconazolo e f luconazolo (inibitori del CYP2C9), si e' osservata una aumentata espos izione al S (+)-ibuprofene da approssimativamente l'80% al 100%.
Si de ve prendere in considerazione la riduzione della dose di ibuprofene ne i casi di co-somministrazione con inibitori forti del CYP2C9, in parti colar modo quando dosi elevate di ibuprofene vengono somministrate con voriconazolo o fluconazolo.
Alcol, bifosfonati e oxpentifillina (pent ossifillina): possono potenziare gli effetti collaterali gastrointesti nali e il rischio di sanguinamento e ulcera.
Baclofene: elevata tossic ita' del baclofene.

EFFETTI INDESIDERATI:
Gli effetti indesiderati osservati con ibuprofene sono generalmente co muni agli altri analgesici, antipiretici, antinfiammatori non-steroide i e sono di seguito riportati utilizzando la seguente convenzione: Mol to comune (>=1/10); Comune (>=1/100, < 1/10); Non comune (>= 1/ 1.000, < 1/100); Raro (>=1/10.000, < 1/1.000); Molto raro (<1/10.000); Non n ota (la frequenza non puo' essere definita sulla base dei dati disponi bili).
Gli eventi avversi piu' comunemente osservati sono di natura ga strointestinale.
Patologie gastrointestinali.
Possono verificarsi ulce re peptiche, perforazione o emorragia gastrointestinale, a volte fatal e, in particolare negli anziani.
La perforazione gastrointestinale con l'uso di ibuprofene e' stata osservata raramente.
Dopo somministrazio ne di questo medicinale sono stati riportati: sensazione di pesantezza allo stomaco, nausea, vomito, diarrea, flatulenza, costipazione, disp epsia, dolore epigastrico, pirosi gastrica, dolore addominale, melena, ematemesi, stomatiti ulcerative, esacerbazione di colite e morbo di C rohn.
Non comune: gastriti; molto raro: pancreatiti.
Disturbi del sist ema immunitario.
In seguito a trattamento con FANS sono state riportat i i seguenti effetti indesiderati: reazione allergica non-specifica e anafilassi; non comune: reazioni da ipersensibilita' come eruzione cut anea di vario tipo, orticaria, prurito, porpora, angioedema, esantema, reazioni a carico del tratto respiratorio comprendenti broncospasmo, dispnea, attacco asmatico (talvolta con ipotensione); raro: sindrome d a lupus eritematoso; molto raro: gravi reazioni di ipersensibilita'.
I sintomi possono includere: asma grave, edema del volto, edema della l ingua, edema della laringe, edema delle vie aeree con broncospasmo, di spnea, tachicardia, anafilassi, dermatiti esfoliative e bollose.
Patol ogie cardiache e vascolari.
Studi clinici suggeriscono che l'uso di ib uprofene, specialmente ad alti dosi (2400 mg/die) puo' essere associat o ad un modesto aumento del rischio di eventi trombotici arteriosi (es .
infarto del miocardio o ictus).
Molto raro: palpitazioni, insufficie nza cardiaca, infarto del miocardio, edema polmonare acuto, ipertensio ne.
Altri eventi avversi per i quali non e' stata necessariamente stab ilita una causalita' includono.
Patologie del sistema emolinfopoietico .
Raro: leucopenia, trombocitopenia, neutropenia, agranulocitosi, anem ia aplastica e anemia emolitica, inibizione dell'aggregazione piastrin ica.
Disturbi psichiatrici.
Non comune: insonnia, ansia; raro: depress ione, stato confusionale, allucinazioni.
Patologie del sistema nervoso .
Comune: capogiro; non comune: parestesia, sonnolenza; raro: neurite ottica.
Infezioni e infestazioni.
Non comune: rinite; raro: meningite asettica.
Rinite e meningite asettica sono stati osservati specialment e in pazienti con preesistenti disordini autoimmuni, (come lupus erite matoso sistemico e connettivite mista) con sintomi di rigidita' nucale , mal di testa, nausea, vomito, febbre o disorientamento.
E' stata des critta l'esacerbazione di infiammazioni infezione-correlate (ad es.
sv iluppo di fascite necrotizzante).
Patologie dell'apparato respiratorio .
Non comune: broncospasmo, dispnea, apnea.
Patologie dell'occhio.
Non comune: disturbi visivi; raro: alterazione oculare con conseguenti di sturbi visivi, neuropatia ottica tossica.
Patologie dell'orecchio e de l labirinto.
Non comune: udito compromesso, tinnito, vertigine.
Patolo gie epatobiliari.
Non comune: funzione epatica anormale, epatite e itt ero; molto raro: insufficienza epatica.
Patologie della cute e del tes suto sottocutaneo.
Talvolta si possono verificare eruzioni cutanee su base allergica (eritemi, prurito, orticaria).
Non comune: reazioni di fotosensibilita'.
Molto raro: dermatiti bollose, incluse sindrome di S tevens-Johnson, necrolisi tossica epidermica ed eritema multiforme.
In casi eccezionali, gravi infezioni della cute e patologie dei tessuti molli possono verificarsi durante l'infezione da varicella.
Non nota: reazione da farmaco con eosinofilia e sintomi sistemici (sindrome DRES S), postulosi esantematica acuta generalizzata (AGEP).
Patologie renal i e urinarie.
Non comune: funzione renale alterata e nefropatia tossic a in varie forme, incluse nefrite interstiziale, sindrome nefrosica ed insufficienza renale; raro: iperazotemia.
Patologie sistemiche e cond izioni relative alla sede di somministrazione.
Comune: malessere, affa ticamento; raro: edema.
Esami diagnostici.
Raro: transaminasi aumentat e, fosfatasi alcalina aumentata, emoglobina ridotta, ematocrito ridott o, tempo di sanguinamento prolungato, calcio ematico diminuito, acido urico ematico aumentato.
Segnalazione delle reazioni avverse sospette.
La segnalazione delle reazioni avverse sospette che si verificano dop o l'autorizzazione del medicinale e' importante, in quanto permette un monitoraggio continuo del rapporto beneficio/rischio del medicinale.
Agli operatori sanitari e' richiesto di segnalare qualsiasi reazione a vversa sospetta tramite il sistema nazionale di segnalazione all'indir izzo https://www.aifa.gov.it/content/segnalazioni-reazioni-avverse.

GRAVIDANZA E ALLATTAMENTO:
Gravidanza: l'inibizione della sintesi di prostaglandine puo' interess are negativamente la gravidanza e/o lo sviluppo embrio/fetale.
Risulta ti di studi epidemiologici suggeriscono un aumentato rischio di aborto e di malformazione cardiaca e di gastroschisi dopo l'uso di un inibit ore della sintesi delle prostaglandine nelle prime fasi della gravidan za.
Il rischio assoluto di malformazioni cardiache aumentava da meno d ell'1%, fino a circa l'1,5%.
E' stato ritenuto che il rischio aumenta con la dose e la durata della terapia.
Negli animali, la somministrazi one di inibitori della sintesi di prostaglandine ha mostrato di provoc are un aumento della perdita di pre e post-impianto e di mortalita' em brione-fetale.
Inoltre, un aumento di incidenza di varie malformazioni , inclusa quella cardiovascolare, e' stato riportato in animali a cui erano stati somministrati inibitori di sintesi delle prostaglandine, d urante il periodo organogenetico.
Durante il primo e il secondo trimes tre di gravidanza, questo medicinale non deve essere somministrato se non in casi strettamente necessari.
Se questo farmaco e' usato da una donna in attesa di concepimento o durante il primo e secondo trimestre di gravidanza, la dose e la durata del trattamento devono essere mant enute le piu' basse possibili.
Durante il terzo trimestre di gravidanz a, tutti gli inibitori della sintesi di prostaglandine possono esporre il feto a: tossicita' cardiopolmonare (con chiusura prematura del dot to arterioso e ipertensione polmonare); disfunzione renale, che puo' p rogredire in insufficienza renale con oligo-idroamniosi; la madre e il neonato, alla fine della gravidanza, a: possibile prolungamento del t empo di sanguinamento, ed effetto antiaggregante che puo' occorrere an che a dosi molto basse; inibizione delle contrazioni uterine risultant i in ritardo o prolungamento del travaglio.
Conseguentemente questo me dicinale e' controindicato durante il terzo trimestre di gravidanza.
A llattamento: ibuprofene viene escreto nel latte materno, ma alle dosi terapeutiche durante il trattamento a breve termine, il rischio di inf luenza sul neonato sembra improbabile.
Se, invece, il trattamento e' p iu' a lungo termine, lo svezzamento precoce dovrebbe essere considerat o.
I FANS devono essere evitati durante l'allattamento materno.
Fertil ita': l'uso di ibuprofene puo' compromettere la fertilita' femminile e non e' raccomandato nelle donne in attesa di concepimento.
Questo eff etto e' reversibile con la sospensione del trattamento.
Nelle donne ch e hanno difficolta' a concepire o che sono oggetto di indagine sulla i nfertilita', si deve considerare l'interruzione del trattamento con ib uprofene.


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